Molti giudicano improprio il termine «religione», se riferito al Buddismo inteso come religione universale a carattere salvifico-liberatorio, fondata sulla predicazione del Budda. In realtà il Buddismo assume connotazioni varie secondo le zone di diffusione. Essa pone come elementi essenziali dell’esperienza religiosa le tematiche del destino dell’uomo e il problema dell’angoscia, del dolore, della precarietà dell’esistenza umana, proponendo una sua originale via di superamento e di liberazione, fondamentalmente più filosofica che religiosa. Il Buddismo vuole porsi come filosofia di vita e soprattutto come pratica meditativa. Nel momento dell'Illuminazione il Budda avrebbe intuito un preciso imperativo etico: "liberarsi dalle opinioni". L'atteggiamento quindi vuole essere di tipo anti-dogmatico. "La dottrina è simile a una zattera -disse il Budda -, serve per attraversare e non trasportarsela sulle spalle". Questo ovviamente non significa che il buddismo, al pari di ogni altra religione, non abbia i propri dogmi, i propri canoni, i propri riti e persino il proprio misticismo.
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